Giona/Yonah

Serena Bellini

Giona/Yonah (2019)

trittico - tecnica mista, foglia d’oro e ricami su tela

 

Testo a cura di Massimo Premuda

Ondoso e burrascoso è il mare, che fa da sfondo alla vicenda del profeta Giona: intimorito dalla grandezza del Signore, gli disobbedisce e cerca di fuggire imbarcandosi. Una tempesta scatenata per volere di Dio rischia di far naufragare la nave, e l’unica salvezza per i marinai è quella di gettare in mare colui che ha portato sventura; Giona viene inghiottito da un grosso pesce, nel cui ventre rimane per tre notti, pregando e implorando perdono. Misericordioso, il Signore lo fa spiaggiare a Nivive, dove il profeta andrà a predicare come avrebbe dovuto fare.

Questa inosservanza del profeta ci porta ad una riflessione riguardo la realtà spirituale di oggi: molti sono quei credenti “per tradizione”, che non frequentano la Chiesa o seguono i suoi precetti; si dichiarano atei, rimettono in discussione i valori cristiani, in crisi a causa della complessità della società in continuo mutamento a fronte dei processi di globalizzazione ed evoluzione tecnologica. La credenza si fa incerta, e l’individuo, cogliendo la possibilità di “scegliere” le verità in cui credere e le norme morali a cui attenersi, si crea un proprio percorso spirituale.

 

È in un trittico che l’artista dà forma al vento e alle onde attraverso una serie di segni a china, una ambientazione che si ispira stilisticamente all’illustrazione giapponese; ricorre la figura di Giona inghiottito dal pesce, messa in evidenza dall’utilizzo della foglia d’oro, impiegata anche per le lettere sparse a formare il nome Yonah.