FRAME

 

Serra di Villa Revoltella, 12-25 settembre 2012, promossa dal GRUPPO78 in collaborazione con il Comune di Trieste, a cura di Maria Campitelli.

 



Frame memory, 2011
Frame memory, 2011
Frame, catalogo della mostra, part.
Frame, catalogo della mostra, part.


Frame memory, collage digitale, 2011
Frame memory, collage digitale, 2011
Frame memory, collage digitale, 2011
Frame memory, collage digitale, 2011


Frame memory, collage digitale, 2011
Frame memory, collage digitale, 2011
Frame memory, collage digitale, 2011
Frame memory, collage digitale, 2011


 

 

Il concetto di frame, nell’accezione post-moderna appunto, soprattutto nel predominio dell’immaginario mediatico di per sé frammentato, si esalta nei “collage digitali” prodotti dal 2011. Qui si accorpano le immagini più disparate, tra loro scollegate, sinonimo del ritmo compulsivo che pervade il nostro quotidiano, a differenza del racconto dei fiori. Passato, presente e futuro vi si comprimono, appiattendo il tempo in un eterno indefinito presente. Gli accostamenti, di voluto non-sense, riuniti in una schermata sotto tono che fa da sfondo agli oggetti altrettanto non sense del primo piano, esprimono il ritmo scomposto profuso dai media e riflesso nella vita di ogni giorno, rafforzando quell’artificialità surreale, individuata da Beaudrillard, che si sostituisce alla naturalità, annullandola”.

 

Maria Campitelli

 

 

The concept of ‘frame’ within its post-modern significance, especially in the predominance of a fragmented virtual world, is emphasised in the “digital collages” produced in 2011. In full contrast to the flowers images, here images of all sorts are incorporated in a totally unconnected way, to imply the compulsive rhythm pervading our daily life. Past, Present, and Future are compressed here, flattening time in an undefined eternal Present. The images sequence in the background as well as the objects in the foreground, are deliberately non-sense and express the broken up rhythm perpetrated by the media and reflected into our daily life. This enhances the surreal artificiality already identified by Beaudrillard, which destroys and replaces naturalness.

 

Maria Campitelli